[Oz] I am the knife
Un colpo alla schiena.
Era ironico. Keller l’aveva pugnalato alle spalle in senso figurato, e ora Toby l’aveva pugnalato per davvero. Avrebbe voluto rimanere a fissare il sangue che colava dalla ferita - non abbastanza, Toby non l’aveva pugnalato in profondità perché dopotutto Keller doveva vivere, Keller doveva ancora vivere e soffrire.
La sua vendetta era appena iniziata. Toby sentiva ancora il dolore nelle braccia, il rumore degli arti che si spezzavano. Sapeva perché le braccia gli facevano più male delle gambe. Sapeva che lo spezzarsi del suo cuore non aveva fatto rumore, ma dentro di lui era un tuono, un tornado che aveva spazzato via intere popolazioni.
Alcune ferite si possono curare, per altre nemmeno le sapienti mani della dottoressa Nathan avrebbero potuto fare nulla.
Ma come Keller l’avrebbe ferito, anche Toby l’avrebbe fatto. Avrebbe aspettato un momento in cui Keller non se lo attendeva e l’avrebbe spinto contro il muro e finalmente avrebbe preso il piacere che Keller gli aveva negato.
Aveva immaginato un futuro roseo per loro due, il più roseo che a cui si potesse pensare all’interno di Oz. Keller - la vita, il destino - aveva distrutto tutto. Non ti ho mai amato, gli aveva detto.
Toby l’aveva amato anche troppo, ma il tempo dell’amore era finito.
Toby non provava altro che odio per Keller. E la sua vendetta era appena iniziata.