titaniumlori: (Default)
[personal profile] titaniumlori
Titolo: We'll be looking for sunlight
Fandom: Game of Thrones
Personaggi: Daenerys Targaryen/Khal Drogo, Daenerys Targaryen/Viserys Targaryen, Daenerys Targaryen/Doreah
Genere: ???
Warning: high school au, non con, abusive relationships, sibling incest, bullismo e altre schifezze varie. No, seriously
Rating: NSFW
Wordcount: 7037
Sommario: Daenerys piange un sacco, Viserys è un coglione e Doreah è una cinnamon roll
Note: scritta per il cowt, seconda settimana e seconda missione, prompt "relazione proibita". Fiuuuuuu.

“Bene, ragazzi,” disse il professor Varys chiudendo il volume di Macbeth, “voglio un saggio sulla figura delle tre streghe per giovedì prossimo.”

La lezione era finita. Daenerys si risvegliò dal torpore che le inducevano le lezioni di quel vecchio pelato e mise i propri libri nello zaino tenuto insieme con una spilla. Non poteva più permettersene uno nuovo. Sentiva davvero il bisogno di andare in bagno, per cui vi si diresse non appena suonò la campanella. Mentre stava per aprire la porta di un cubicolo, una voce la sorprese.

“Ecco la stracciona.”

Era Cersei Lannister. Ovviamente, non poteva essere altri che lei, seguita dal suo stormo di galline starnazzanti che le obbedivano in tutto e per tutto.

“Vai in bagno qua perché non hai più l’acqua in casa?” domandò Taena, la migliore amica di Cersei. Le galline scoppiarono a ridere.

Cersei si avvicinò a Daenerys e le tirò i capelli. “Allora, sai già chi votare come Reginetta del Ballo d’Inverno?”

Daenerys scosse la testa.

“Dovresti votarmi,” le intimò Cersei, “se non vuoi che ti capiti qualcosa di brutto.”

Daenerys non disse nulla: Cersei le incuteva troppo timore e aveva troppo potere all’interno della Westeros High. Tutti la temevano e la trattavano come una vera e propria regina.

“Magari un assaggio di quello che potrei farti potrebbe convincerti. Jocelyn,” ordinò, “mettile la testa nel cesso.”

Daenerys non provò nemmeno a dimenarsi: Jocelyn Swyft era grossa il doppio di lei, e almeno dieci volte più cattiva. Ribellarsi l’avrebbe solo resa ancora più violenta.

La Swyft la prese per i capelli e le forzò la testa nel water. Daenerys trattenne a stento i conati di vomito: era abituata a quel tipo di trattamento, ma ogni volta che lo subiva voleva morire.

Dopo qualche minuto, Daenerys fu liberata. Tossì un paio di volte e si pulì la bocca.

“Sai cosa?” disse Cersei, “se al Ballo d’Inverno ci fosse una corona per la regina degli straccioni tu lo vinceresti di sicuro.” Cersei si riferiva al fatto che, dopo la morte del padre di Daenerys, la sua famiglia era caduta in rovina. Cersei non perdeva occasione di rinfacciarglielo. Le mancavano ancora due anni prima di finire il liceo, e Cersei l’avrebbe bullizzata ogni giorno. Non poteva andare avanti così.

Daenerys prese il suo zaino e si recò verso casa sua. La magione Targaryen recava i segni degli antichi fasti, ma stava cadendo in rovina. Nello scorso anno Daenerys e Viserys avevano dovuto chiamare l’idraulico quattro volte per far aggiustare le tubature.

Per un momento si chiese se Viserys fosse in casa, ma si diede mentalmente della stupida per essersi fatta la domanda, data la puzza di fumo che aleggiava per la cucina. Daenerys non aveva il coraggio di dirgli che odiava il fumo.

Daenerys sentì tirare lo sciacquone e capì che il fratello era in bagno. Quando Viserys apparve in cucina, aveva un sorriso a trentadue denti stampato sul volto.

Daenerys, invece, era sull’orlo delle lacrime.

“Dolce sorella, che cosa ti turba?” le domandò.

“Cersei,” disse Daenerys tra le lacrime. “L’ha fatto di nuovo.”

“Non piangere, Dany.” Viserys corse verso di lei e la strinse in un abbraccio. “Presto tutti i tuoi problemi saranno finiti.”

“C-cosa intendi?”

Viserys sorrise di nuovo. “Presto diventerai la regina della Westeros High, e io il re.”

Daenerys aveva sempre saputo che Viserys fosse pazzo, e questa ne era un’ulteriore conferma. Non aveva la più pallida idea di cosa stesse farfugliando.

“Com’è possibile?”

“Non ti piacerà la risposta.”

Daenerys non poteva più sopportare i maltrattamenti e le prese in giro. “Dimmelo lo stesso. Voglio saperlo.”

“Ho fatto un patto con una persona molto influente all’interno della scuola. Tutti ti guarderanno in un modo diverso?”

“Con chi?”

“Khal Drogo.”

Daenerys trasalì spaventata. Khal Drogo era… Era lo studente più cattivo e violento di tutta la scuola. Quarterback della scuola di football, era così enorme e imponente che avrebbe potuto schiacciare qualunque altro ragazzo come un grissino. E, tutti lo sapevano, aveva una cotta per Daenerys. Daenerys si era sempre tenuta a debita distanza dalle sue avances: aveva troppa paura di lui.

“Che tipo di patto?”

Viserys trasse un respiro profondo. “Diventerai la sua fidanzata e scaleremo la piramide sociale.”

“Ma sei impazzito? Cosa diavolo ti salta in mente? Non potrei mai essere la fidanzata di quel… coso,” urlò Daenerys indignata.

“Ti farei fottere da lui e da tutta la sua squadra se servisse a non farmi sentire una merda ogni volta che cammino per i corridoi. E per te vale la stessa cosa. Quante volte ancora vuoi ritrovarti con la testa ficcata nel cesso?”

“Ma lui è crudele! La sua ultima ragazza aveva i lividi!”

“Non farmi arrabbiare, Daenerys. Non vorrai risvegliare il drago, vero?”

Daenerys alzò gli occhi al cielo. I Targaryen erano un’antica famiglia nobile il cui stemma era un drago a tre teste. Viserys amava definirsi un drago, non senza lo scherno di tutta la scuola. L’anno precedente aveva speso una fortuna dei pochi risparmi che lui e Daenerys avevano per farsi fare un tatuaggio enorme dello stemma, lungo tutta la schiena.

E Daenerys non voleva risvegliare il drago, soprattutto se ciò avesse implicato la cinghia.

“Va bene, Viserys, lo farò,” mormorò con flebile voce. “Lo farò,” ripeté, tentando di convincersi che sarebbe andato tutto bene. Sapeva che l’attendeva un disastro.

“Ottimo!” Viserys si sfregò le mani. “Drogo ci ha invitati alla sua festa stasera. Ci saranno tutte le persone che contano, lo sai.”

Drogo abitava in un enorme villa con piscina e le sue feste erano leggendarie. Inutile a dirsi, Daenerys non avrebbe mai potuto entrarci senza conoscere le persone giuste.

Aveva paura, ma se il piano di Viserys avesse funzionato e se Drogo non fosse stato violento, forse l’inferno che viveva Daenerys tutti i giorni sarebbe finito.

“Su, fila a studiare e poi va a farti bella. Non vorrai sfigurare, vero?”

Daenerys ce l’avrebbe messa tutta per compiacere Drogo: aveva troppa paura di deluderlo e di mandare a monte il piano di Viserys.

“Devo scrivere un saggio sulle streghe di Macbeth. Mi dai una mano?”

“Certo. Andiamo su.”

*

La giornata trascorse troppo rapidamente per quanto volesse Daenerys. Aveva paura che succedesse qualcosa alla festa e che la situazione degenerasse ulteriormente. Drogo continuava a terrorizzarla. Cosa avrebbe potuto fare se qualcosa fosse andato storto? Avrebbe dovuto fare buon viso a cattivo gioco

Daenerys indossò il suo vestito più elegante e si truccò al meglio delle sue possibilità. Quando Viserys venne a chiamarla, era ancora troppo presto.

Salirono sul vecchio pick up di Viserys. Daenerys si accorse che il fratello era particolarmente nervoso.

“Ricordati, devi fare finta che la situazione ti vada a genio. E soprattutto, ricordati che ho fatto questo per il tuo bene. Per il nostro bene,” le disse. Daenerys cercò di non fare uscire le lacrime che si teneva dentro.

La casa di Drogo era nella zona più periferica della città, una zona residenziale dove solo le famiglie più abbienti potevano permettersi di vivere. A Daenerys vennero i brividi quando pensò alla quantità di denaro che possedeva Drogo, soprattutto quando la mise a confronto con le scarse finanze sue e di Viserys.

Loro padre aveva perso tutto al gioco e si era suicidato quando Daenerys aveva quattordici anni. Era stato Viserys a crescerla: due anni più grande di lei, era la sua guida nei momenti più bui, nonostante Viserys avesse un pessimo temperamento. L’aveva picchiata qualche volta, ma Daenerys l’aveva sempre perdonato. Sapeva che non dipendeva da lui, che aveva un disturbo della personalità di cui le sfuggiva sempre il nome, e che i numerosi psichiatri da cui l’avevano portato i suoi genitori non avevano risolto il problema. L’avevano solo imbottito di farmaci, che Viserys aveva smesso di prendere dopo la morte del padre. Era peggiorato enormemente dopo quell’evento.

Daenerys si fece forza e varcò il cancello dell’abitazione di Drogo. Tutte le persone più popolari della scuola erano presenti: i fratelli Tyrell, tutti gli Stark al completo, Oberyn Martell e la sua nuova ragazza Ellaria e Jaime Lannister, il fratello di Cersei. Dove c’era Jaime c’era anche Cersei: sicuramente anche Cersei e le sue galline erano presenti, e questo fece tremare Daenerys di paura. Come se non fosse sufficientemente spaventata, tra l’altro.

Non appena entrò, una voce familiare la accolse.

“Benvenuta a casa mia, bellissima.” Era Drogo, che la sollevò e la baciò sulle labbra. Daenerys, troppo spaventata anche solo per pensare di fare qualunque altra cosa, rispose timidamente al bacio. Drogo le sorrise e alzò la sua mano.

“Devo fare un annuncio,” disse, posando un bicchiere che conteneva sicuramente qualcosa di alcolico. La folla si ammutolì.

“Io e Daenerys ci siamo fidanzati!”

Improvvisamente si sollevò un chiacchiericcio insistente, in cui Daenerys udì ripetutamente il termine “stracciona”.

“Vuoi che la sua povertà ti contagi?” strillò Cersei, sbucata da chissà dove.

“Non ti permetterò di parlarle così. Cersei, quella è la porta. Non farmelo ripetere due volte.” La folla si ammutolì di nuovo. Cersei prese la sua borsa firmata e intimò al suo grosso e stupido ragazzo, Robert Baratheon, di accompagnarla fuori.

Qualcuno fece partire della musica.

“Andiamo a ballare,” intimò Drogo a Daenerys. Lei accettò nonostante non ne avesse la minima voglia. Continuava ad avere paura di Drogo, nonostante lo ammirasse per aver ordinato a Cersei di andarsene. Se Drogo riusciva a proteggerla da Cersei, allora forse non era un partito così malvagio.

Si diressero verso il centro del giardino, adibito a pista da ballo. La musica era forte e rimbombava nelle orecchie di Daenerys. Drogo le mise una mano lungo la vita e la strinse a sé. Iniziarono a ballare un lento stretti l’uno all’altra, e Daenerys sentiva l’erezione di Drogo puntare contro le sue cosce. Provò ad allontanarsi leggermente con una smorfia di disgusto, ma Drogo la strinse più forte. Daenerys si sentiva soffocare. Sperava solo che ne sarebbe valsa la pena.

Alla fine della canzone, Drogo si staccò da lei. Daenerys tirò un sospiro di sollievo. Drogo la prese per mano e la condusse fuori dalla pista. Daenerys aveva paura di quello che stava per succedere, forse perché l’aveva intuito.

“Dany,” le sussurrò in un orecchio, e l’uso del nomignolo che utilizzava soltanto Viserys le fece venire i brividi, “vieni su con me. Per favore.”

Daenerys annuì e acconsentì a seguirlo dentro la casa. Era piena di addobbi festivi, che tuttavia non nascondevano una serie di vasi tribali e mobili di fattura elegante.

Drogo le indicò la via per le scale e Daenerys le salì. Al termine delle scale c’era un corridoio, e alla fine di quel corridoio c’era una porta addobbata con lo stendardo della squadra di football della Westeros High, i Dothraki.

Drogo aprì la porta e la richiuse rapidamente dietro di sé. Daenerys tremò al punto di battere i denti. Aveva decisamente capito che cosa sarebbe successo. Scappare non le sarebbe servito a nulla: Drogo era mille volte più forte e più veloce di lei.

Drogo le accarezzò il volto con la sua mano enorme e la baciò. Daenerys sentì la sua lingua infiltrarsi tra le sue labbra, e rispose al bacio perché era troppo spaventata per fare altro. Drogo le mise una mano sul sedere e glielo palpò. Daenerys si sentì morire in quell’istante, ma il peggio doveva ancora venire.

Drogo la prese in braccio e la adagiò sul letto. “Dobbiamo coronare il nostro fidanzamento”, le disse. “Sei vergine?” le domandò eccitato. Daenerys annuì timidamente, sentendo una lacrima scenderle lungo la guancia.

“Non piangere,” le intimò lui. “Ti prometto che farò piano.”

Drogo si spogliò più rapidamente di quanto fosse umanamente possibile, e slacciò la cerniera del vestito di Daenerys. Diede uno sguardo di apprezzamento alle esili forme di Daenerys. Con una mano sola le slacciò il reggiseno e la baciò di nuovo.

Daenerys continuava a piangere.

“Non devi avere paura,” le ripeté Drogo. “È solo che… ho sempre voluto farlo.” Le sfilò le mutandine con la massima delicatezza di cui Daenerys pensò fosse capace, e mise una mano sul suo sesso.

La penetrò con un dito piano, come per tastare il terreno. Daenerys strillò, spaventata dall’intrusione. Non si era nemmeno mai masturbata e le dita di Drogo erano grosse.

Drogo infilò un altro dito. Daenerys non capì come si potesse provare piacere con il sesso.

“Ok,” le disse Drogo. “A pancia in giù.”

Daenerys obbedì e si voltò. Da un lato era felice, così non avrebbe dovuto guardare Drogo negli occhi. Ad un certo punto, sentì qualcosa di grosso e duro spingere contro la sua apertura.

Drogo la penetrò con un colpo secco. Aveva pentito, aveva detto che avrebbe fatto piano, pensò Daenerys, e ad un certo punto non ce la fece più a trattenersi e urlò. Drogo le mise una mano sulla bocca. Drogo continuò a muoversi dentro di lei, e ad ogni spinta Daenerys sentì che dentro di lei qualcosa si stava rompendo. Come tutte le ragazze della sua età, avrebbe voluto che la sua prima volta fosse speciale. E invece… Daenerys pianse ancora di più. Sperava solo che quella tortura sarebbe finita in fretta. L’ansimare di Drogo come un cane rendeva tutto ancora più sporco e disgustoso.

A un certo punto - Daenerys non seppe quantificare dopo quanto tempo - Drogo tirò fuori il suo pene. Daenerys si rese conto che non aveva nemmeno usato un preservativo, e il pensiero la riempì di ulteriore terrore. Drogo venne sulle sue cosce con un urlo. Daenerys sentì Drogo muoversi. Drogo le stava pulendo le cosce con un asciugamano. Daenerys ebbe finalmente il coraggio di voltarsi. Drogo sembrava soddisfatto. Il dolore tra le gambe era ancora forte. Daenerys si sentì spaccata in due, e si accorse che le era uscito del sangue, e che non sembrava poco.

Aveva bisogno di trovare Viserys e di tornare a casa il più in fretta possibile.

“D-devo andare,” balbettò terrorizzata, “mio fratello mi aspetta.”

Drogo annuì. “Vedrai che la prossima volta ti farà meno male. Vieni, ti asciugo le lacrime,” le disse, prendendo un fazzoletto. Daenerys tremò al pensiero di una “prossima volta”. “Non voglio che gli altri ti vedano piangere. Non vorrei che qualcuno capisse il patto che ho fatto con tuo fratello. Vedrai, essendo la mia ragazza tutti ti adoreranno.”

Daenerys tentò di sorridere debolmente, e immaginò Viserys soddisfatto. Tutto questo era per lui, per vederlo felice almeno per un po’. Prese il suo vestito in fondo al letto e lo indossò. Drogo si offrì di abbottonarle la cerniera, ma Daenerys preferì fare da sola.

Aprì la porta e scese le scale alla velocità della luce. Doveva veramente trovare Viserys.

Seppe subito dove dirigersi. Prevedibilmente, Viserys era a bere accanto alla ciotola del punch.

“Dolce sorella,” disse, barcollando verso di lei. “Sei tornata!”

“Sì,” disse lei. Non aveva il coraggio di dire a Viserys cosa le aveva fatto Drogo: sperò che lui lo intuisse da solo, e dal suo sorriso si deduceva che ne era a conoscenza. Stava andando tutto secondo il suo piano.

“Vieni, ti devo presentare due persone,” Viserys la prese per mano e la condusse fuori. I fratelli Tyrell erano davanti alla piscina, ritti in tutta la loro bellezza ed eleganza. Loras, il fratello più grande, fece un cenno a Viserys con la mano.

“Loro sono Loras e Margaery,” farfugliò. Era visibilmente ubriaco.

Le labbra di Margaery si aprirono in un generoso sorriso. “Molto piacere di conoscerti, Daenerys. Ho sentito parlare molto di te ma non abbiamo mai avuto la fortuna di presentarci.”

Daenerys rimase interdetta. La mattina stessa aveva subito bullismo e ora una delle ragazze più popolare della scuola si mostrava lieta all’idea di conoscerla. Com’era possibile che essere la ragazza di Drogo, con tutto ciò che questo comportava, avesse cambiato così tanto la sua reputazione? Daenerys capì che improvvisamente non era più la stracciona.

Sorrise anche lei.

“Il piacere è mio,” disse, stringendo la mano di Margaery. Si presentò anche a Loras.

Il dolore della violenza subita si faceva sentire, e inoltre Daenerys aveva un forte mal di testa a causa della forte musica. Voleva andarsene, ma si sentiva maleducata a scappare via dai fratelli Tyrell, che stavano chiacchierando amabilmente con un Viserys sempre più ubriaco.

Per fortuna, fu Viserys a proporre di andare via. “Il sabato lavoro in un autolavaggio,” spiegò a tentoni.

Sia Loras che Margaery sorrisero comprensivi. “Sei da ammirare per provvedere in questo modo alla tua famiglia,” disse Loras. Daenerys sentì il cuore riempirsi di gioia per il rispetto mostrato da Loras nei confronti della loro situazione. Soltanto qualche ora prima li avrebbero scherniti

“Andiamo,” le intimò Viserys prendendola per mano. Daenerys fu felice di andarsene. Era stanca, e nonostante fosse felice di aver conosciuto Loras e Margaery era ancora troppo ferita da quello che era successo in quella camera.

Viserys la condusse verso la loro macchina. Non appena furono entrati, Viserys la abbracciò stretto.

“Allora, com’è andata?”

Daenerys scoppiò a piangere. Sapeva che Viserys in quel momento toccava il cielo con un dito, e non se la sentiva di rovinargli la festa.

Daenerys non rispose.

“Beh, direi che il mio piano ha avuto effetto. Domani sera andiamo a prendere una birra con Loras, Margaery, Sansa Stark e gli altri del loro gruppo. Siamo diventati popolari, sorellina.”

Daenerys si asciugò le lacrime con una mano. Cercava di non mostrarsi troppo sofferente, ma era difficile, dopo aver subito qualcosa di così lacerante.

Quando arrivarono a casa, Viserys la abbracciò nuovamente.

“Vieni a dormire nel mio letto stanotte, così mi racconti com’è andata,” le disse. Si diressero entrambi verso la camera da letto di Viserys e Daenerys si buttò sotto le coperte vestita. Non aveva nemmeno la forza di spogliarsi.

Ad un certo punto, si sentì scoppiare. Non ce la faceva più a tenere tutto dentro.

“Viserys,” disse con voce tremante. “Mi ha… mi ha…” Daenerys scoppiò a piangere.

“Oh, dolce sorella.” Viserys si tuffò nel letto accanto a lei e la abbracciò da dietro. Iniziò ad accarezzarle i capelli dolcemente, come solo un fratello che l’aveva vista crescere sapeva fare.

“Tesoro, mi dispiace. Ma con quegli animali c’era da aspettarselo,” le rispose. “Mi dispiace tanto. La mia sorellina…”

“Mi ha fatto tanto male.”

“Speravo che fosse gentile. Però, dolce sorella, è un piccolo prezzo da pagare per la fine di un inferno. Hai visto che Cersei Lannister è stata cacciata dalla festa? Non avrà più le palle di dirti nulla,” mormorò Viserys, senza smettere di accarezzarle i capelli.

Ad un certo punto, Daenerys non seppe cosa le prese. Si voltò e baciò Viserys sulle labbra. Viserys puzzava di alcool e fumo di sigaretta, ma nessun sapore le era parso più dolce dopo la violenza di Drogo. Era sbagliato, ma dopo quella notte non c’era più niente di morale o immorale.

“Ho bisogno di te.”

“Daenerys, non tentarmi,” mormorò lui. “Lo sai quanto lo voglio.”

Oh, Daenerys sapeva quanto lo voleva. L’aveva spiata mentre si spogliava decine e decine di volte. Non le aveva mai permesso di avere un ragazzo. Daenerys l’aveva lasciato fare perché aveva troppa paura di lui. Daenerys sapeva che l’avrebbe compiaciuto con quel bacio, e sotto sotto provava anche lei qualcosa per Viserys.

Era strano. Tutto era strano nella sua vita. Era strano che lei baciasse suo fratello. Era strano che provasse amore per un fratello che era stato violento nei suoi confronti e che l’aveva praticamente venduta a un altro uomo. Però Daenerys aveva sofferto tanto, e aveva bisogno di un faro verso cui fare rotta. In quel momento, Viserys era il faro più splendente. Si addormentarono abbracciati, e quando Daenerys si svegliò le sue lacrime si erano asciugate.

 

*

Lunedì mattina, Daenerys si svegliò con l’umore misto. Il sabato era andata a vedere la partita di Drogo: i Dothraki avevano vinto, e Drogo aveva ovviamente voluto festeggiare. Drogo aveva ragione: le aveva fatto meno male della prima volta fisicamente, ma il senso di vergogna e di umiliazione era lo stesso. Dopo i festeggiamenti privati Daenerys, Viserys e Drogo erano andati a prendere una birra con i loro nuovi amici: era stata una serata bellissima. Daenerys aveva avuto modo di conoscere Margaery, che era una ragazza dolce, sensibile e intelligente, oltre ad essere davvero meravigliosa. Era un tipo di bellezza elegante ma misteriosa, come se nascondesse qualcosa, e questo aggiungeva al suo fascino.

Daenerys non aveva mai utilizzato il termine bisessuale per definirsi, ma aveva sempre prestato la stessa attenzione alla bellezza maschile che a quella femminile. Margaery, invece, era una lesbica dichiarata, fidanzata con Sansa Stark, una splendida ragazza dai capelli rossi e dagli occhi dolci. Insieme erano una coppia deliziosa.

Insomma, Daenerys era contenta di aver trovato nuove amiche, ma continuava a soffrire per la situazione con Drogo. E poi c’era tutta la situazione con Viserys. Non si erano più chiariti dopo il bacio e la situazione in casa era diventata molto tesa.

Si diresse a scuola controvoglia. Quando si fermò davanti al suo armadietto per prendere i libri di matematica, una voce familiare la interruppe dal suo corso di pensieri.

“Ehi, Daenerys!” Era Margaery, con il suo solito sorriso aggraziato.

“Ciao,” le rispose, sorpresa dalla sua presenza.

“Ti va di studiare matematica con me oggi? Tuo fratello mi ha detto che sei molto brava e dopodomani abbiamo quel test sulle funzioni che mi spaventa tantissimo!”

Daenerys si sentì onorata. “C-certo,” balbettò. “Volentieri,” aggiunse, temendo di sembrare maleducata.

“Ottimo!” replicò Margaery sorridendo. “A più tardi!”

Daenerys entrò a lezione di letteratura francese. Una ragazza che non aveva mai visto si diresse verso il suo banco, vuoto anche questa volta (nessuno dei suoi nuovi amici frequentava Francese, avevano tutti scelto Spagnolo)

“Posso sedermi qua?” le domandò. Daenerys si accorse che era spaventata.

“Certo!” Daenerys spostò il suo zaino per fare posto alla ragazza.

“Io mi chiamo Doreah,” disse la nuova arrivata.

“Piacere di conoscerti, sono Daenerys.”

“Daenerys? Tu devi essere la ragazza di Khal Drogo, giusto?”

Persino una nuova arrivata lo sapeva. La voce si era sparsa in giro decisamente troppo in fretta.

“Me l’ha detto mia cugina Ellaria. Io vengo da Lys.” Doreah aveva risposto ai suoi dubbi. Daenerys si concesse un momento per guardarla. Doreah era la ragazza più bella che avesse mai visto: era davvero mozzafiato. Aveva occhi color nocciola e lunghi capelli castani, che portava raccolti in una treccia. Daenerys sperò di non essere troppo palese e di non starla fissando.

La lezione fu noiosa come al solito. “Bene, ragazzi, la prossima settimana interrogazione su Flaubert.”

“Oh, no,” disse Doreah. “Mi presteresti i tuoi appunti?”

“Puoi venire a studiare da me così ripetiamo insieme,” le propose Daenerys, stupita per aver preso l’iniziativa in modo così sfacciato per i suoi standard.

“Davvero? Grazie, come sei gentile.” Il sorriso di Doreah era splendido come ogni parte di lei.

“Certo, di nulla,” mormorò Daenerys. Il fatto che Doreah avesse accettato l’aveva messa decisamente di buon umore. Per qualche istante, sembrò che Doreah avesse fatto scomparire Drogo e tutta la violenza che si portava dietro.

Daenerys e Doreah uscirono insieme dall’aula, chiacchierando amabilmente.

Arrivate all’armadietto di Doreah, una sgradevole presenza le sorprese.

“Bene, bene, bene,” disse Cersei, come comparsa dal nulla, “vedo che la troietta di Lys è finalmente arrivata.”

“Sette Inferi, come ti permetti e soprattutto chi cazzo sei?” urlò Doreah, decisamente presa in contropiede dall’insulto di Cersei. Tuttavia, i suoi occhi tradivano il fatto che non era la prima volta che era stata insultata in quel modo.

“Molto piacere, Cersei Lannister. Del resto non mi stupisce che tu ti accompagni alla stracciona per antonomasia,” rispose Cersei.

“Ehi, Doreah,” disse Daenerys, colta da un’idea geniale, “Cersei ti ha raccontato di quando Drogo l’ha cacciata dalla sua festa perché mi ha insultata? Non so cosa potrebbe farti se sapesse che hai insultato una mia amica, sai?”

“Stai buona,” disse Jocelyn Swyft.

“E poi,” aggiunse Daenerys, “il Ballo d’Inverno si sta avvicinando. Non avevi detto che avresti vinto la corona di sicuro? Stai attenta a chi insulti, Cersei.”

Cersei la guardò indispettita. “Stai attenta, stracciona. Sei fortunata che quell’energumeno del tuo ragazzo sia quarterback. Non sei nessuno, e non otterrai mai la mia corona. Mai,” la minacciò.

“Non voglio la tua corona,” ribatté Daenerys. “Voglio solo che tu ci lasci in pace.”

Un piccolo capannello di curiosi si era riunito accanto a loro, e mormorava preoccupato. In linea generale, sembravano tutti stupiti che Daenerys stesse tenendo testa a Cersei.

“Cosa sta succedendo qui?” domandò Margaery, appena arrivata accanto a Daenerys, Cersei e Doreah.

“Niente, niente,” bofonchiò Cersei, immediatamente contrariata dalla presenza di Margaery. Erano nemiche storiche: Cersei odiava Margaery per il modo in cui viveva la sua omosessualità, con tale apertura e naturalezza. Tuttavia, sembrava che almeno metà della scuola seguisse Cersei e le sue idee bigotte.

“Bene, Cersei. Allora se non sta succedendo niente ci rivedremo la sera del ballo,” disse Margaery melliflua. “Non vedo l’ora di vederti perdere,” aggiunse. Il suo tono era improvvisamente diventato serio e Daenerys si accorse di quanto si era incattivita. Non le piacque questo atteggiamento di Margaery, ma fu contenta che fosse accorsa in sua difesa.

Finalmente Cersei se ne andò con la rabbia negli occhi, seguita dalle sue galline.

“Tutto bene?” domandò Margaery. Doreah e Daenerys annuirono.

“Piacere, io sono Margaery,” aggiunse tendendo la mano in avanti Margaery.

“Doreah. Sono nuova.”

“Vedo che tu e Daenerys avete legato subito. Ti piacerebbe studiare matematica con noi due?” Margaery sorrideva con la solita grazia ed eleganza.

“Grazie, mi farebbe molto piacere,” rispose Doreah con un gran sorriso. Daenerys si fermò ad ammirarlo. “Se non disturbo, ovviamente.”

“Ma che, scherzi?” rise Margaery. “Sei la benvenuta.”

Improvvisamente, Daenerys capì perché Margaery era così gentile con tutti. Un po’ forse era per il suo temperamento, ma per la maggior parte lo faceva perché aveva bisogno di voti. E il fatto che avesse invitato anche Doreah a studiare con loro non faceva altro che confermare la sua teoria.

Doreah sorrise di nuovo. “Allora va bene. Andiamo in biblioteca!” disse Margaery con entusiasmo.

Daenerys e Doreah la seguirono.

“E quindi vuoi diventare reginetta del Ballo d’Inverno,” fece Doreah rivolta a Margaery.

“Sarebbe il mio sogno più grande,” ammise lei. “E ho bisogno del vostro aiuto per diventarlo.”

Daenerys non fu stupita: era in linea con quanto si aspettasse da Margaery.

“Dicci cosa dobbiamo fare,” disse con tono sbrigativo.

“Davvero mi vuoi aiutare?” domandò Margaery.

“Certo.” Daenerys sorrise leggermente.

“Va bene. Dovete convincere più persone possibili a votarmi. Daenerys, tu puoi convincere i Dothraki.”

“Pensavo che loro ti avrebbero votato di sicuro, dato che siete amici con Drogo.”

“In realtà nulla è sicuro in queste votazioni,” borbottò Margaery. “In realtà devi solo convincere Drogo, e penso che tu sappia come fare.” Le fece l’occhiolino e Daenerys provò solo molto disgusto.

“Doreah,” aggiunse Margaery, “tu puoi convincere Ellaria e le sue amiche.”

Daenerys e Doreah annuirono. Avrebbero fatto entrambe quello che voleva Margaery, nonostante Daenerys sapeva che nessuna delle due fosse d’accordo, perché avevano troppo paura di perdere la sua “amicizia”. O meglio, la sua protezione. Daenerys non poteva crollare di nuovo lungo la piramide sociale, aveva troppo bisogno dell’appoggio di Margaery, soprattutto considerando che non sapeva quanto avrebbe potuto sopportare di essere la ragazza di Drogo.

“Stasera vedo Drogo e gli parlerò,” disse Daenerys.

Margaery sorrise. Sembrava che la notizia l’avesse messa di ottimo umore, e Daenerys notò con una punta di orrore che Margaery non sapeva nulla, o forse che non le importava nulla di cos’avrebbe dovuto fare per convincere Drogo. Sentì un brivido salirle lungo la schiena.

Studiarono tutto il pomeriggio e Daenerys ebbe modo di conoscere meglio Doreah, che era una ragazza davvero gentile e deliziosa. Daenerys sentì che si stava prendendo una cotta per lei e ciò la confuse enormemente, soprattutto dato che quella sera Viserys era a casa e avrebbe dovuto affrontarlo.

Ad un certo punto Margaery si congedò perché Sansa l’aveva chiamata e voleva discutere di qualcosa. Daenerys si sentì sollevata. Daenerys voleva offrire a Doreah di venire a mangiare una pizza a casa sua, ma sentiva che era troppo sfacciato da parte sua. Doveva essere più delicata. E poi doveva vedere Drogo, dopotutto.

La sua vita stava diventando troppo complicata

*

Daenerys si recò a casa di Drogo e provò a dirgli di convincere i Dothraki a votare Margaery come reginetta del Ballo d’Inverno. Drogo accettò, ma solo in cambio di un’ennesima violenza. Daenerys fu orgogliosa di se stessa perché quella volta riuscì a non piangere. Se ne andò subito dopo adducendo come scusa che doveva cenare con Viserys.

Quando arrivò a casa sua, seguì la puzza di fumo per capire dove fosse Viserys. Aveva decisamente bisogno di parlargli.

Viserys stava fumando una sigaretta in camera sua, come sempre. Un libro di francese era aperto sulla sua scrivania.

Per prima cosa, Daenerys decise di comunicargli che Doreah sarebbe venuta a casa loro. Viserys non prendeva bene la presenza degli intrusi.

“Ehi, Viserys,” disse. “Ho invitato una mia nuova amica a studiare francese. Abbiamo un’interrogazione su Flaubert. Magari puoi darci una mano,” propose Daenerys timidamente.

“Dipende. È carina?” domandò Viserys.

“Sì,” ammise Daenerys. Viserys non sapeva nulla delle sue tendenze, e Daenerys preferiva tenerglielo nascosto. Non sapeva come avrebbe potuto prenderlo.

“Allora va bene, vi aiuterò.”

“Ehm… Viserys?”

“Dimmi.”

“C’è un’altra cosa di cui vorrei parlarti,” proruppe Daenerys. “Credo che tu sappia cosa.”

“No, Dany, non lo so. Dimmi tutto,” disse Viserys con tono spazientito.

“Viserys…” Daenerys sapeva benissimo che Viserys sapeva di cosa volesse parlargli, ma per qualche motivo faceva finta di non saperne niente. Anzi, Daenerys sapeva perché Viserys facesse finta di niente: era perché lui aveva paura dei suoi sentimenti. Aveva paura ad ammetterli e a gestirli. Era per questo che aveva un pessimo controllo della rabbia.

“Non farmi arrabbiare, Dany. Dimmi quello che mi devi dire e facciamola finita.” Viserys sembrava ancora più infuriato. Daenerys aveva sinceramente paura a tirare fuori l’argomento.

“Intendo quello che è successo venerdì, Viserys.” Ora che aveva gettato il sasso, Daenerys si sentì più libera.

Viserys sbuffò pesantemente. “Cos’è successo venerdì?”

“Ti ho baciato, Viserys. Ti ho baciato e tu mi hai rifiutata e da quel giorno ci siamo ignorati a vicenda. È giunto il momento di parlarne.”

Viserys scagliò il suo pacchetto di sigarette dall’altra parte della stanza. “È sbagliato,” disse dopo qualche secondo. “Tu hai sbagliato e io ho sbagliato a non punirti per quello che hai fatto.”

“Ti prego, Viserys.” Daenerys era sull’orlo delle lacrime. “Non è sbagliato. Nessuno lo saprà mai. Sarà il nostro segreto.”

Viserys si avvicinò a lei. “Io… ti amo troppo, Daenerys. Ho sbagliato a venderti a Drogo. Sono troppo geloso. I miei sentimenti nei tuoi confronti sono sbagliati, così come i tuoi per me lo sono.”

Daenerys si stupì della calma del fratello.

“Lascerai Drogo se lo vuoi,” aggiunse Viserys. “Non m’importa di venire picchiato o preso in giro di nuovo. Quello che conta per me è la tua felicità. Ti voglio troppo, Daenerys, ma è troppo sbagliato.”

“Grazie, Viserys. Ti amo tantissimo,” mormorò Daenerys gettandogli le braccia al collo. “Grazie.”

“Non dire così… non posso reggerlo. Non farmi arrabbiare, Dany. Ti prego.”

E improvvisamente, a Daenerys venne un’idea.

*

 

Non aveva lasciato Drogo perché aveva troppa paura della sua reazione, ma si era abituata alle sue violenze. Ormai erano pane quotidiano, e avevano smesso di farle così male. Quello che la fece andare avanti in quei giorni fu la sua idea, e il piano elaborato che gli aveva costruito intorno.

Un giorno, Doreah la invitò a fare un giro al parco. A dire il vero Daenerys aveva un po’ freddo: l’inverno era decisamente arrivato a Westeros. Tuttavia, l’affetto di Doreah riusciva a scaldarla.

Doreah propose di andare a prendere una cioccolata e Daenerys accettò volentieri: iniziavano a batterle i denti dal gelo.

Quando entrarono nel bar, Daenerys scelse di proposito un tavolo appartato in fondo alla sala per poter parlare in tranquillità. A dire il vero, erano dietro a un bancone e nessuno riusciva a vederle: ad un certo punto Daenerys dovette alzarsi per comunicare il proprio ordine a un cameriere.

“E così ti piace il piccante,” disse Doreah commentando l’ordine di Daenerys: cioccolata al peperoncino.

“Mi piace, ma in realtà non lo sento tanto. Tutti dicono che gli va a fuoco la bocca, ma io questo fuoco non l’ho mai sentito,” rise Daenerys.

“Magari è vero che siete dei draghi. Sai, nelle antiche leggende si narrava che i draghi fossero immuni al fuoco.”

Daenerys sorrise imbarazzata. “Hai notato lo zaino di Viserys, eh?”

“È difficile non notarlo.”

“Hai ragione,” ammise Daenerys. “Lo sai che ha un tatuaggio dello stemma della nostra casata enorme? Gli copre tutta la schiena.”

“Tuo fratello dev’essere un tipo particolare,” concluse Doreah aggiungendo un po’ di zucchero alla sua cioccolata.

“Lo è. È un po’ speciale, in tutti i sensi.”

“Mi piacerebbe conoscerlo.”

Daenerys colse la palla al balzo. “Che ne dici di venire a casa mia per studiare francese? Lui può darci una mano.”

“Mi sembra un’ottima idea!” Doreah sorrise e a Daenerys venne voglia di baciarla in quel momento. Calma, si disse, diamo tempo al tempo.

Per qualche momento bevvero la loro cioccolata in silenzio.

“Posso chiederti una cosa?” domandò Doreah all’improvviso.

“Spara,” rispose Daenerys, decisamente curiosa.

“Com’è Drogo? Mia cugina mi ha raccontato le peggiori cose su di lui.”

Daenerys si rabbuiò. Non le andava di far entrare Drogo nel piccolo mondo fatato che si era costruita con Doreah.

“Che tipo di storie?” decise invece di chiederle.

Doreah abbassò la voce. “Ellaria mi ha detto che è violento.” Fece una pausa. “Daenerys… so che ci conosciamo da poco, ma ti ritengo un’ottima amica. Per qualunque cosa sono qua, lo sai?”

Daenerys scoppiò a piangere. Era la prima, vera forma di sostegno che aveva avuto da quando Viserys l’aveva venduta a Drogo.

“Aveva ragione, vero?”

Daenerys annuì tra le lacrime. Doreah le prese la mano e iniziò ad accarezzarla.

“Mi fa così male,” disse piangendo. “E non so come dirgli di no. Forse se fossi più risoluta smetterebbe di farlo.”

“Non è colpa tua se è un pezzo di merda,” sussurrò Doreah. Aveva spostato la sedia e si era avvicinata di più a Daenerys.

“Lo so. Però…”

“Però cosa?”

“Lui è insaziabile. Ogni volta vuole farlo.” A quel punto, Daenerys decise di mentirle e di non dirle la vera ragione della sua relazione con Drogo. “Io non sono ancora pronta, ma lui ha voluto farlo lo stesso.”

“Si chiama stupro, Daenerys. Forse chiamare le cose con il loro nome aiuta a metterle in prospettiva.”

Daenerys annuì nuovamente. “Hai ragione,” ammise.

“Hai mai pensato a lasciarlo?” le domandò Doreah, visibilmente preoccupata.

“No. Ho deciso di cedere alle sue avances perché così sarei diventata più popolare, e non voglio tornare in fondo alla piramide sociale.”

“Ma ne vale la pena, Daenerys? Ne vale davvero la pena?”

Daenerys non aveva dubbi. “È anche per mio fratello. Lo picchiavano tutti i giorni. A me mettevano la testa nel cesso.”

“Ma adesso hai degli amici. Margaery, Sansa…”

“E te.”

“Sì, Daenerys,” sorrise Doreah, “tu hai me.”

Il momento era giusto: Daenerys si sporse in avanti per incontrare le labbra di Doreah, che rispose al bacio. Fu proprio Doreah a insinuare la lingua tra le labbra di Daenerys, che l’accolse con passione. Ad un certo punto smisero perché erano comunque in un locale pubblico.

Daenerys aveva un sorriso a trentadue denti.

“Non ho mai baciato una ragazza,” disse Doreah dopo un po’. “Ma ho sempre voluto farlo.”

“Nemmeno io,” replicò Daenerys continuando a sorridere. “Mi è piaciuto.”

“Anche a me è piaciuto.” Doreah le prese la mano. Daenerys la strinse. Il suo piano stava andando alla perfezione.

“Tornando al discorso di prima,” aggiunse Doreah, “Pensaci al fatto di lasciare Drogo. Lo dico per te e per la tua salute mentale e fisica.”

“Ho deciso,” disse Daenerys sorprendendo Doreah. “Lo lascerò alla festa di Margaery di domani sera, così saremo davanti a tutti e non potrà farmi male.”

“Brava,” rispose Doreah allegramente. “Sono fiera di te.”

Daenerys le diede un altro leggero bacio sulle labbra. “Grazie. Davvero.”

“Non è niente. Farei di tutto per te.”

Sì, il piano di Daenerys sarebbe decisamente andato in porto.

*

La sera della festa arrivò. Una fitta nevicata si era abbattuta su Westeros, e la mattina a scuola Daenerys vide una Margaery in panico perché aveva paura che la sua festa fosse un fiasco dato che nessuno sarebbe riuscito a venire. Per sua fortuna, le strade erano pulite e comunque molti studenti disponevano di gomme da neve.

La casa di Margaery e Loras era splendida, con arredamento elegante e raffinato, come si confaceva a loro due.

Daenerys arrivò con Drogo, mentre Viserys venne in macchina con il suo nuovo amico Oberyn Martell, accompagnato come sempre da Ellaria.

Viserys si diresse subito verso gli alcoolici, mentre Daenerys rimase al fianco di Drogo. Non era pronta per lasciarlo, ma sapeva che era la serata giusta per farlo. Doveva solo trovare il momento adatto.

Quando arrivò Doreah la salutò con un caloroso abbraccio e uno sguardo complice. Sapeva che Doreah avrebbe mantenuto il suo segreto.

“Chi è quella?” domandò Drogo con aria di gelosia.

“È la mia amica Doreah.”

“Non mi piace,” borbottò lui contrariato. Da quando doveva rendergli conto delle sue amicizie?

Drogo voleva dirigersi subito verso una delle numerose camere da letto, ma Daenerys si rifiutò. Drogo le strinse la mano fino a stritolarla, ma Daenerys decise che era giunta l’ora.

“Dobbiamo parlare,” urlò nell’orecchio di Drogo per sovrastare il rumore della musica.

“Di cosa?” ringhiò lui.

“Dobbiamo parlare,” ripeté Daenerys, e lo condusse in un luogo isolato ma non troppo, in modo da essere comunque vista da qualcuno e in modo che Drogo non tentasse nulla di strano.

Drogo la seguì controvoglia. Non stava iniziando bene.

“Drogo, senti, sarò diretta. Non ce la faccio più a subire le tue violenze. È finita tra noi.”

“Cosa cazzo vuoi dire? Non può finire. Tuo fratello mi ha promesso…” urlò lui tirando un pugno al muro. Daenerys pensò che il muro stesso si sarebbe fatto più male.

“Non m’importa di quello che ti ha promesso Viserys. Nel vostro patto non c’erano lividi e stupri,” replicò Daenerys. Non sapeva da dove aveva tirato fuori tutto quel coraggio, ma era fiera di se stessa.

“Te ne pentirai,” disse Drogo furibondo. “Oh sì che te ne pentirai.”

Daenerys era terrorizzata, ma Drogo non si mosse verso di lei per tirarle uno schiaffo o un pugno. Anzi, si allontanò gettando a terra un vaso di fiori.

Daenerys lo raccolse alla bell’e meglio e corse dietro a Drogo. Aveva paura di quello che lui stava per fare, qualunque cosa avesse fatto.

Drogo si diresse invece verso i suoi compagni di squadra, seduti a un tavolo. Lo vide parlottare con loro e qualcuno di loro annuì. Qualcun altro scoppiò a ridere.

Daenerys aveva sempre più timore.

Tutti insieme si alzarono ed entrarono in casa. Erano diretti verso la cucina, dove campeggiava uno spillatore di birra. All’improvviso Daenerys capì, e li rincorse dentro la casa.

“No!” urlò, ma era troppo tardi: un compagno di squadra di Drogo molto grosso e minaccioso aveva acciuffato Viserys per un orecchio e l’aveva trascinato fuori.

“Vieni,” le disse un altro prendendola per un braccio. “Drogo vuole che tu guardi, così imparerai la lezione.”

“Ehi, cosa succede?” domandò Viserys impaurito.

Daenerys non oppose resistenza, troppo spaventata.

I Dothraki li condussero nel vicolo dietro la casa dei Tyrell. Nessuno sembrava essersi accorto della loro assenza dalla festa.

Drogo prese Viserys e lo spinse contro un muro. Fu lui a tirare il primo pugno.

“Cosa diavolo succede?” ripeté Viserys pulendosi il volto con una mano. Gli stava sanguinando copiosamente il naso e Daenerys pensò che Drogo gli avesse rotto il naso.

Dopo qualche istante venne un altro pugno, e poi un calcio negli stinchi.

“Ti prego, smettila!”

“Così quella puttana di tua sorella impara a lasciarmi,” disse Drogo sferrando un altro pugno.

“Cosa?” domandò Viserys inalberato. “Che cazzo hai fatto, Dany?”

Daenerys non ebbe il coraggio di rispondere.

Ad un certo punto Drogo si allontanò e un suo compagno di squadra prese il suo posto.

“Fallo smettere!” urlò Viserys tra le lacrime. “Dany, ti prego!”

Anche questa volta, Daenerys non disse nulla.

Viserys era ormai accasciato a terra e stava implorando Drogo di far finire quella tortura.

Quando Drogo evidentemente giudicò che fosse abbastanza, tirò un ultimo calcio a Viserys e fece segno ai Dothraki di allontanarsi.

Daenerys corse verso Viserys con le lacrime che le scorrevano liberamente lungo il volto.

“Perché l’hai lasciato?” le domandò Viserys. “Perché mi hai fatto questo?”

“Andiamo al Pronto Soccorso.”

“No,” disse lui. “Perché l’hai fatto?”

“Parliamone a casa,” rispose Daenerys. “Ce la fai ad alzarti?” Viserys annuì debolmente e Daenerys gli mise un braccio sulla sua spalla.

“Dammi le chiavi della macchina.” Viserys obbedì. Daenerys era sicura che il giorno dopo il suo corpo sarebbe stato tappezzato di lividi.

Daenerys superò il limite di velocità pur di arrivare a casa il prima possibile. Aiutò Viserys a scendere dalla macchina e spalancò la porta di casa.

Condusse subito Viserys in bagno e prese cerotti e disinfettante.

“Sicuro di non voler andare al Pronto Soccorso?”. Daenerys ripeté la domanda.

“No. Adesso devi dirmi perché l’hai lasciato.”

“Viserys…” mormorò Daenerys avvicinandosi a lui e aiutandolo a spogliarsi. A parte il naso, non sembrava che nulla sanguinasse. Daenerys prese della pomata e cominciò ad applicarla sulle zone colpite. Viserys fece una smorfia ma resistette stoicamente.

“Ti prego, Dany. Dimmi perché mi sono dovuto beccare tutti questi pugni e calci.”

“Drogo…” Daenerys fece una pausa. “Mi ha stuprata, Viserys.”

Viserys non disse nulla.

“C’era da aspettarselo, Viserys, e tu hai fatto lo stesso quel patto.”

“Mi dispiace,” balbettò lui. “Mi dispiace tanto. Ma cosa succederà a noi adesso? Non capisci quello che hai fatto?” Viserys fece segno alle sue costole doloranti. “Tornerò di nuovo a essere picchiato tutti i giorni.”

“Lo so, Viserys, lo so. Ma non potevo continuare a sopportarlo.”

Viserys si fermò a riflettere per qualche momento.

“Forse hai ragione. Vieni qua, dammi un bacio, ti prego,” la implorò prendendola per un braccio.

“Viserys, non possiamo. È una cosa sbagliata.”

“Chissenefotte di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato!” urlò Viserys alzandosi in piedi. “Ti prego,” la supplicò.

“Viserys, aspetta,” gli disse Daenerys sfiorandogli una mano.

“Cosa? Non posso più aspettare.”

“Ho un piano.”

Profile

titaniumlori: (Default)
titaniumlori

March 2016

S M T W T F S
  1 2 345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Style Credit

Expand Cut Tags

No cut tags
Page generated Jan. 19th, 2026 01:27 am
Powered by Dreamwidth Studios