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Perla aveva imparato a manipolare gli uomini sin da quando era una ragazzina.

Le bastava sbattere le ciglia nel modo che sapeva lei e riusciva a ottenere una sigaretta.

Si leccava le labbra e le offrivano una costosa striscia.

Era più che consapevole del suo fascino e sapeva perfettamente come sfruttarlo. Gli occhi blu e profondi, le labbra sempre rosse, gli zigomi appuntiti. 

Le curve, perché Perla si teneva in forma e andava in palestra ma stava sempre attenta a non perdere una taglia di reggiseno. I suoi fianchi erano rimasti morbidi, e lei era contenta così.

La sua prima vittima fu Giovanni. 

Perla aveva ventidue anni e aveva appena lasciato l’università perché si era stufata di studiare. Pensava che Psicologia fosse la scelta giusta per lei, pensava che avrebbe potuto finalmente capire i comportamenti umani. Invece c’erano solo nozioni a memoria da imparare e non aveva avuto l’occasione di frugare nella mente delle persone.

Una volta aveva origliato il discorso di una collega di università.

“Insomma, mi siedo al bancone di un bar con un drink e gli uomini arrivano. Me ne offrono un altro. Mi chiedono cosa faccio stasera. Io gli dico che non ho niente da fare e sparo una cifra a seconda di quanto è costoso il loro orologio. Alcune volte vogliono solo qualcuna che li accompagni a cena. Altre volte… beh, vi lascio immaginare.”

Ma Perla non era una semplice puttana. Si era seduta al bancone di un bar e aveva ordinato un drink. Un uomo si era seduto accanto a lei e le aveva chiesto se gliene poteva offrire un altro. Perla aveva accettato. Aveva passato la notte con lui ed era stato disgustoso, ma i mille euro che aveva in tasca ne erano valsi la pena. 

La sua “relazione” con Giovanni era continuata, e Perla era diventata la sua accompagnatrice ufficiale. Poi c’erano anche i regali costosi: Perla teneva i più belli, mentre altri li vendeva su Ebay. Vedere le cifre nelle aste salire la faceva impazzire. Dopo la decima scopata o giù di lì a Perla era venuta un’idea geniale. Aveva preso un bambino dalla strada e l’aveva pagato per fargli dire che era suo fratello e che aveva bisogno di cure. Giovanni, innamorato perso di Perla, ci era cascato come un pesce lesso e aveva svuotato il suo conto in banca nelle tasche di Perla.

Un giorno, Perla scomparve e non gli disse più nulla. Aveva bisogno di una nuova vittima. Non le piaceva definirsi una truffatrice: sfruttava solamente al meglio le sue capacità. Ed era bravissima in questo. Gli uomini cadevano nella sua trappola come mosche nella tela di un ragno. Entrava nella vita di quegli sciocchi come una tempesta, e quando se ne andava non rimaneva altro che la più totale devastazione. Un uomo aveva minacciato il suicidio per lei. 

Tuttavia, Perla non si era mai innamorata: certo, c’erano le scopate per piacere, uomini o donne perché in questo Perla era flessibile, però non c’era mai stato nessuno che le aveva rapito il cuore.

Nessuno prima di Massimo.

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