[RPF Calcio] Undisclosed desires
Feb. 10th, 2016 09:37 pmPrompt (c) bluesse su twitter. Per Susy. Tv1kdbxsndm
C’era una tempesta nell’aria, la notte in cui Frank e John decisero di sgusciare fuori dai loro letti.
In realtà non c’era un motivo preciso per cui avevano preso quella decisione: un po’ volevano sfidare se stessi, tredicenni coraggiosi - indubbiamente Grifondoro; un po’ avevano sentito dagli studenti più grandi che in una stanza segreta della biblioteca si nascondeva un tesoro senza eguali.
Frank voleva sentirsi un eroe, e per questo aveva deciso di accettare l’invito di John: solo loro due, naturalmente. Gli altri compagni del dormitorio di Grifondoro russavano beatamente e non avevano sentito Frank e John che uscivano fuori dalla porta. Fuori dalla sala comune, la Signora Grassa aveva volto loro uno sguardo carico di disapprovazione, ma John avevano scrollato le spalle e riso.
Frank ammirava tantissimo il modo in cui John riusciva a fregarsene delle regole e dell’autorità: lui invece era timoroso e aveva sempre paura di sbagliare. Per questo motivo, aveva rimandato mille volte l’uscita notturna, terrorizzato dal fatto che qualcuno li potesse scoprire e spedire nella Foresta Proibita. A John, il più giovane capitano della squadra di Quidditch nel giro di cento anni, non importava nulla: agli occhi di Frank voleva solo scoprire il tesoro, e ci erano vicini.
Frank aveva quindi preso il Mantello dell’Invisibilità che gli aveva donato suo padre e ci si era ficcato sotto con John. Essere a contatto così stretto con John lo galvanizzava e lo faceva sentire incredibilmente potente, come se da un giorno all’altro avesse completamente vinto le sue paure.
Arrivati in Biblioteca, Frank e John seppero subito dove dirigersi.
“È in fondo al Reparto Proibito, mi hanno detto così,” sussurrò John. La sua voce era bassa, ma il tono trasudava fierezza per quell’avventura.
Quella notte, Frank avrebbe seguito John persino nel Reparto Proibito, il cui solo nome l’avrebbe normalmente terrorizzato.
Non appena misero piede nel Reparto Proibito, uno scroscio di pioggia iniziò ad abbattersi contro le ampie vetrate della Biblioteca. Frank era cauto e teneva la bacchetta levata; John toccava tutti i libri, e grazie a Merlino pioveva forte in modo da coprire le urla di alcuni di questi.
“Manca ancora tanto?” domandò Frank.
“No, è proprio là.”
In fondo all’ultimo corridoio del Reparto Proibito c’era una porta chiusa.
“Alohomora!” esclamò John con giubilo.
Con grande sorpresa di Frank la porta si aprì. La porta si apriva dinanzi a una stanza completamente vuota, se non per uno specchio all’esatto centro.
“Che delusione,” borbottò John. “È solo uno specchio.”
“Andiamo a vedere com’è, magari è magico,” rispose Frank prendendo John per un braccio. Lo condusse al centro della stanza, di fronte allo specchio. John vi si mise davanti.
“Hai ragione, è proprio uno specchio magico! Guarda, Lampsy!” John tirò la manica del mantello di Frank per mostrargli.
Frank si mise davanti allo specchio e non vide nulla di strano: o meglio, forse non era strano, ma era magico lo stesso. Erano lui e John in quel momento, vicini, con le bacchette illuminate. Frank si concesse un istante per guardare se stesso e John così uniti, e desiderò avere una macchina fotografica per immortalare il momento.
“Guarda, Lampsy!” continuò John estasiato, “Ho la Coppa di Quidditch! E ci sei anche tu, con il distintivo da Prefetto!”
“Forse questo specchio mostra il futuro,” disse Frank poco convinto. In realtà un sospetto ce l’aveva: quello specchio mostrava ciò che una persona desiderava. Ripensandoci, era la soluzione più logica: John si vedeva un eroe trionfatore, ed era tutto quello che voleva, e lui… beh, lui si vedeva al fianco di John, che era tutto ciò a cui aspirava. Erano inseparabili, loro due: dove iniziava John finiva Frank e dove iniziava Frank finiva John. Qualcuno aveva fatto qualche battuta maliziosa e poco carina sul loro conto, ma a Frank non importava nulla.
Tutto ciò di cui gli importava era John, e se persino uno specchio dei desideri lo mostrava, allora Frank aveva preso la decisione giusta: aveva fatto bene a uscire dal suo letto di notte per vedersi confermato che il suo cuore voleva John, nonostante provasse a negarlo e si ripetesse che lui era solo un amico.
John non era solo un amico per Frank, ma solo il tempo avrebbe rivelato come sarebbe andata.
C’era una tempesta nell’aria, la notte in cui Frank e John decisero di sgusciare fuori dai loro letti.
In realtà non c’era un motivo preciso per cui avevano preso quella decisione: un po’ volevano sfidare se stessi, tredicenni coraggiosi - indubbiamente Grifondoro; un po’ avevano sentito dagli studenti più grandi che in una stanza segreta della biblioteca si nascondeva un tesoro senza eguali.
Frank voleva sentirsi un eroe, e per questo aveva deciso di accettare l’invito di John: solo loro due, naturalmente. Gli altri compagni del dormitorio di Grifondoro russavano beatamente e non avevano sentito Frank e John che uscivano fuori dalla porta. Fuori dalla sala comune, la Signora Grassa aveva volto loro uno sguardo carico di disapprovazione, ma John avevano scrollato le spalle e riso.
Frank ammirava tantissimo il modo in cui John riusciva a fregarsene delle regole e dell’autorità: lui invece era timoroso e aveva sempre paura di sbagliare. Per questo motivo, aveva rimandato mille volte l’uscita notturna, terrorizzato dal fatto che qualcuno li potesse scoprire e spedire nella Foresta Proibita. A John, il più giovane capitano della squadra di Quidditch nel giro di cento anni, non importava nulla: agli occhi di Frank voleva solo scoprire il tesoro, e ci erano vicini.
Frank aveva quindi preso il Mantello dell’Invisibilità che gli aveva donato suo padre e ci si era ficcato sotto con John. Essere a contatto così stretto con John lo galvanizzava e lo faceva sentire incredibilmente potente, come se da un giorno all’altro avesse completamente vinto le sue paure.
Arrivati in Biblioteca, Frank e John seppero subito dove dirigersi.
“È in fondo al Reparto Proibito, mi hanno detto così,” sussurrò John. La sua voce era bassa, ma il tono trasudava fierezza per quell’avventura.
Quella notte, Frank avrebbe seguito John persino nel Reparto Proibito, il cui solo nome l’avrebbe normalmente terrorizzato.
Non appena misero piede nel Reparto Proibito, uno scroscio di pioggia iniziò ad abbattersi contro le ampie vetrate della Biblioteca. Frank era cauto e teneva la bacchetta levata; John toccava tutti i libri, e grazie a Merlino pioveva forte in modo da coprire le urla di alcuni di questi.
“Manca ancora tanto?” domandò Frank.
“No, è proprio là.”
In fondo all’ultimo corridoio del Reparto Proibito c’era una porta chiusa.
“Alohomora!” esclamò John con giubilo.
Con grande sorpresa di Frank la porta si aprì. La porta si apriva dinanzi a una stanza completamente vuota, se non per uno specchio all’esatto centro.
“Che delusione,” borbottò John. “È solo uno specchio.”
“Andiamo a vedere com’è, magari è magico,” rispose Frank prendendo John per un braccio. Lo condusse al centro della stanza, di fronte allo specchio. John vi si mise davanti.
“Hai ragione, è proprio uno specchio magico! Guarda, Lampsy!” John tirò la manica del mantello di Frank per mostrargli.
Frank si mise davanti allo specchio e non vide nulla di strano: o meglio, forse non era strano, ma era magico lo stesso. Erano lui e John in quel momento, vicini, con le bacchette illuminate. Frank si concesse un istante per guardare se stesso e John così uniti, e desiderò avere una macchina fotografica per immortalare il momento.
“Guarda, Lampsy!” continuò John estasiato, “Ho la Coppa di Quidditch! E ci sei anche tu, con il distintivo da Prefetto!”
“Forse questo specchio mostra il futuro,” disse Frank poco convinto. In realtà un sospetto ce l’aveva: quello specchio mostrava ciò che una persona desiderava. Ripensandoci, era la soluzione più logica: John si vedeva un eroe trionfatore, ed era tutto quello che voleva, e lui… beh, lui si vedeva al fianco di John, che era tutto ciò a cui aspirava. Erano inseparabili, loro due: dove iniziava John finiva Frank e dove iniziava Frank finiva John. Qualcuno aveva fatto qualche battuta maliziosa e poco carina sul loro conto, ma a Frank non importava nulla.
Tutto ciò di cui gli importava era John, e se persino uno specchio dei desideri lo mostrava, allora Frank aveva preso la decisione giusta: aveva fatto bene a uscire dal suo letto di notte per vedersi confermato che il suo cuore voleva John, nonostante provasse a negarlo e si ripetesse che lui era solo un amico.
John non era solo un amico per Frank, ma solo il tempo avrebbe rivelato come sarebbe andata.