[Oz] You belong to me
Mar. 3rd, 2016 11:02 pmEra cambiato qualcosa dentro Toby quella notte.
Keller era così… Dio, Toby non aveva parole per descriverlo. C’era qualcosa in lui che lo affascinava, ma non sapeva cosa. Forse il modo in cui si muoveva, la sua camminata. E poi era così sicuro di sé: Toby non aveva mancato di notare il modo in cui andava in giro nudo come se il mondo gli appartenesse. Soprattutto quando lo confrontava con se stesso, il suo stupido corpo troppo magro per Oz e le sue natiche marchiate in modo indelebile.
Toby voleva essere Keller, sotto certi aspetti.
Keller aveva messo una mano sul suo pene come se gli appartenesse pure questo. Sei mio, Toby, aveva probabilmente pensato.
E Toby era restato lì, immobile.
Un vortice di emozioni l’aveva travolto. Primo, il fatto che Keller volesse qualcosa da lui. Secondo, che lui volesse qualcosa da Keller. Aveva fatto finta di prendere un giornaletto per masturbarsi, ma in realtà aveva pensato a Keller. Quando era venuto si era trattenuto dall’urlare il suo nome.
Sapeva che Keller, nel letto di sotto, avrebbe riso al pensiero. Il piccolo Toby ormai gli apparteneva.
Toby voleva Keller. E avrebbe fatto la sua mossa.
*
Aveva pianificato tutto nei minimi dettagli.
Il momento della doccia era la situazione ideale per implementare il suo piano. Grazie a Dio o a chi per lui erano soli in quell’istante.
Avrebbe ribaltato la situazione: avrebbe fatto in modo che Keller gli appartenesse.
Mentre Keller si strofinava il petto per lavarsi, tutt’ad un tratto Toby s’inginocchiò e prese il suo pene in bocca. Keller sorrise soddisfatto e mise le mani dietro la testa, per poi appoggiarsi al muro.
Toby sentiva che il pene di Keller stava diventando sempre più duro e ne leccò la punta con pazienza. Decisamente le lezioni di Schillinger gli erano servite, anche se pensare a quella merda in quel momento rovinava tutto.
Toby non avrebbe mai potuto immaginare che gli sarebbe potuto piacere succhiare il cazzo di un altro uomo, ma ecco lì che la sua erezione stava crescendo. Le ginocchia gli facevano male, ma era un dolore piacevole, e il giorno dopo gli sarebbero rimasti i segni. Perché lui apparteneva a Keller, dopotutto. Keller ansimava sempre di più e spostò le mani per appoggiarle sulla testa di Toby. Ad un certo punto gli mise una mano sul collo, mentre usò l’altra per tirare i capelli di Toby e guidare la sua testa nei movimenti. Toby sentì di nuovo dolore, ma era bello. Era bello leccare la punta dell’erezione di Keller ed era bello vedere come Keller provasse piacere grazie a lui.
Toby decise di provare qualcosa di nuovo e prese Keller in bocca fino alla base, e poi lo guardò negli occhi. Fu sufficiente quello: Keller urlò e venne in bocca a Toby, un fiotto caldo che lo colse di sorpresa. Toby decise di ingoiare, e Keller sorrise soddisfatto.
Nuovamente Toby volle provare qualcosa di diverso, e si alzò e ficcò la sua lingua in bocca a Keller, che rispose al bacio con foga e assaporò se stesso sulla lingua di Toby.
Keller era davvero un uragano: l’aveva travolto come il vortice che era, ma ora era cambiato tutto.
Era Toby ad avere il potere.